
Riceviamo dal CAI Sicilia e volentieri pubblichiamo:
Nota congiunta delle associazioni di guide ambientali escursionistiche/naturalistiche e di volontariato che operano sull’Etna e sui Crateri Silvestri (a seguito della riunione presso l’Ente Parco dell’Etna)
L’incontro svoltosi presso l’Ente Parco dell’Etna ha avuto l’obiettivo di aprire un confronto ampio e necessario sul presente e sul futuro della fruizione del vulcano. Presenti: Massimiliano Giammusso, Presidente dell’Ente Parco dell’Etna Davide Biondi, proprietario di parte dei Crateri Silvestri Salvo Currenti, AIGAE Costanza Milazzo, AIGAE Sebastiano Mazzarino, AIGAE Violetta Francese, AssoGuide Monica Baricordi, FederEscursionismo Emilio Messina, presidente FederEscursionismo Marcello Cantone, vicepresidente FederEscursionismo Carmelo Nicoloso, LAGAP Giusy Belfiore, Presidente regionale Guide Turistiche, Giuseppe Martinico Guide Vulcanologiche, Giuseppe Riggio presidente CAI Sicilia, Concetto Scuto vicepresidente CAI Sicilia, Pippo Patti, Legambiente Circolo Etneo, Federico Messina vice presidente Legambiente Circolo Etneo, Ernesto Raciti, Legambiente Circolo Etneo. All’incontro hanno partecipato anche: Cesare Cesa Bianchi, Presidente del collegio regionale guide Alpine/vulcanologiche Marco Puleo, Vicepresidente del collegio guide Alpine/vulcanologiche.
L’incontro ha rappresentato un momento raro e significativo: per la prima volta si sono ritrovate allo stesso tavolo guide, associazioni escursionistiche, ambientaliste e di volontariato che vivono e lavorano quotidianamente sul vulcano. Un confronto ampio e partecipato, necessario perché l’Etna non è soltanto un territorio da amministrare, ma un bene comune, un luogo identitario, un ambiente fragile e, allo stesso tempo, un’opportunità di lavoro e di futuro per molte persone.

Da tutti gli interventi è emersa una convinzione condivisa: l’Etna è di tutti e, proprio per questo, ha bisogno di regole chiare, di una gestione autorevole e di un dialogo costante con chi opera quotidianamente sul territorio. Nel suo intervento, il dott. Davide Biondi, proprietario di due particelle in area Silvestri Superiori, ha richiamato il valore dell’Etna come bene collettivo, sottolineando il ruolo dell’Ente Parco come riferimento istituzionale per il territorio e ribadendo il proprio legame di rispetto e amore per il vulcano.
Il Presidente dell’Ente Parco dell’Etna ha espresso la volontà di avviare un confronto ciclico e strutturato con guide e associazioni, riconoscendo la necessità di un migliore coordinamento, soprattutto nelle fasi di attività vulcanica. È stato ribadito che l’Ente Parco non svolge funzioni di Protezione Civile e che la fruizione del vulcano deve avvenire in un quadro ordinario, regolato e responsabile. Sono stati affrontati temi complessi: dalla gestione delle colate laviche alle difformità presenti in area craterica, dal rapporto tra interesse pubblico e proprietà privata alla necessità di strumenti giuridici adeguati. È stata inoltre confermata l’importanza del rinnovo della convenzione con il CAI per la manutenzione della sentieristica.

Il CAI ha richiamato con forza il tema dell’overtourism e dell’impatto sui crateri e sulle aree altomontane, sempre più snaturate e mercificate. È stata ribadita la contrarietà alle attività motorizzate e la necessità che l’ingresso nel Parco torni a essere percepito come tale. Da qui la richiesta di aggiornare il Regolamento Escursioni del 2003 e di avviare un tavolo di confronto operativo. FederEscursionismo ha sottolineato il valore storico di questo momento, evidenziando l’importanza di una comunicazione corretta sugli eventi vulcanici: scientifica, tempestiva e priva di allarmismi. È stata ribadita la disponibilità delle associazioni a svolgere un ruolo attivo sul campo, anche in termini di monitoraggio e autocontrollo. Le Guide Ambientali Escursionistiche (AIGAE) hanno parlato con chiarezza: dietro ogni guida ci sono famiglie, lavoro e responsabilità. L’assenza di un piano chiaro di fruizione ha già prodotto rinunce, cancellazioni e incertezza. Le guide operano quotidianamente sul territorio, svolgendo un ruolo di presidio e di sentinella dell’Etna, e chiedono un coinvolgimento reale e non solo formale. AssoGuide è un’associazione rappresentata da guide ambientali escursionistiche, accompagnatori turistici e guide turistiche e condivide le idee e le proposte espresse precedentemente dai colleghi, ritenendo importante questo momento di unità tra le diverse realtà. È stato ribadito il valore dell’educazione ambientale e della sensibilizzazione al senso civico.

Legambiente ha posto l’accento sulla necessità che il Parco torni ad avere un ruolo centrale e riconoscibile nella gestione del territorio: regole uguali per tutti, nessun privilegio, contrasto alle attività illegali come i quad e alle microdiscariche e una sinergia efficace tra Parco, Corpo Forestale e Comuni. La fruizione nei siti vulnerabili quali i Crateri Silvestri ed altri ed oggetto di overtourism va necessariamente regolamentata ed autorizzata così come previsto dalle norme che il Parco si è dato con il Piano territoriale ed il Piano Gestione sito Unesco. L’accessibilità e la fruizione di tali siti dipendono dagli obiettivi di tutela quali la protezione delle peculiarità vulcanologiche di alta rilevanza; pertanto in data odierna con una formale richiesta Legambiente insieme ad altre associazioni chiedono al Parco di garantire una corretta e rispettosa fruizione pubblica di tali siti. LAGAP ha portato un contributo importante sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione, ricordando che l’Etna può e deve essere anche luogo di cura, terapia e accoglienza per soggetti fragili, attraverso progetti concreti e già attivi. Il presidente del Collegio Regionale delle Guide Alpine e Vulcanologiche ha ribadito la disponibilità al confronto e alla collaborazione, per una fruizione regolamentata e sicura del vulcano Etna, nel rispetto delle competenze e delle normative vigenti. Lo stesso ha presentato alcune proposte per una fruizione libera ed una guidata, laddove sussista il rischio vulcanico, riserva delle professioni di Guida Alpina e Vulcanologica.
Da questo incontro emerge una richiesta chiara e condivisa: aprire una fase nuova, fondata su confronto continuo, regole certe, responsabilità condivise e rispetto reciproco. L’Etna non può essere lasciata al caso né al far west. Governarla significa tutelarla, ma anche permettere a chi la vive e la ama di continuare a farlo in modo dignitoso, sicuro e sostenibile. Questo incontro non è un punto di arrivo, ma un inizio. Sta a tutti noi non sprecarlo.



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