Da sinistra: Annamaria Tosini, il fratello Renato, la sorella Liberia elegantissimi al Teatro Massimo di Palermo. Foto dal mio album di famiglia

(Gaetano Perricone). Con grande onore, enorme piacere e altrettanta commozione pubblico sul mio blog l’impeccabile comunicato stampa di presentazione di questa mostra bellissima e originalissima. L’autrice Annamaria Tosini, palermitana, scomparsa dieci anni fa quando ne aveva 83, era mia zia, la sorella di mia madre Liberia ed era soprattutto una donna stupenda e molto speciale. Proveniente da una famiglia della borghesia imprenditoriale cittadina – mio nonno Pino aveva una famosa e frequentatissima cartoleria in via Cavour, in pieno centro di Palermo, ma anche una bella tipografia -, mostrò costantemente il suo innato talento artistico (ricordo anche che in famiglia mio zio Renato Tosini, il fratello, è stato un grande e apprezzato pittore) a familiari, amici, personalità della cultura cittadina e non solo. Tra i miei ricordi dell’adolescenza e della giovinezza, restano indimenticabili i magnifici incontri conviviali a casa della zia Annamaria in viale Regina Margherita, un vero e proprio salotto culturale  – tra gli altri frequentato da Carla Fracci con il marito Beppe Menegatti ogni volta che veniva a Palermo per un balletto – , insieme alle favolose feste e serate mondane nella villa di Casteldaccia. Rimase celebre quella organizzata in occasione di un Carnevale, con il sostegno fondamentale del marito, mio zio Francesco Gambino, al castello di Caccamo: ne parlarono molto i giornali, ricordo un bellissimo paginone del mio giornale L’Ora. Le tristi e dolorose vicende dell’ultima parte della sua vita, accennate nel comunicato stampa, non le hanno impedito di continuare a coltivare il suo straordinario talento artistico realizzando le affascinanti, raffinate sculture di carta esposte nella mostra, che verrà inaugurata venerdì 5 ottobre a Palazzo Riso a Palermo. Al di là della bellezza e originalità delle opere, per i vari motivi che qui ho esposto è per me un autentico privilegio e uno struggente tuffo nella memoria e negli affetti più cari raccontarvi, miei cari lettori del Vulcanico, di Annamaria Tosini, mia zia e delle sue splendide opere

FONTE: MUSEO RISO PALERMO

Nella Cappella dell’Incoronazione, il Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea Riso di Palermo, in collaborazione con la Fondazione Orestiadi di Gibellina presentano la mostra Annamaria Tosini. Carte dell’anima, finanziata dal Dipartimento dei Beni Culturali e Identità Siciliana, curata da Eva Di Stefano direttrice dell’Osservatorio Outsider Art. Con questa mostra le due istituzioni proseguono una collaborazione di lunga data e confermano la necessità di una continua attività di ricerca sugli artisti e sui modi oggi di fare arte presentandone gli aspetti più evidenti e quelli meno eclatanti.

Annamaria Tosini nel 1980. Foto di Alessandro Gambino

Annamaria Tosini (Palermo, 1930 – 2013), dotata di una esuberanza creativa che si esplicava nella quotidianità familiare e mondana, era nota per il mecenatismo in ambito musicale e per avere realizzato a Casteldaccia un giardino privato di notevole bellezza, il giardino delle emozioni pubblicato negli anni ’80 su varie riviste. Un rovescio di fortuna, il fallimento e poi la morte del marito, interrompe la sua vita brillante, provocando un crollo psichico.  Nell’ultima fase della sua esistenza è costretta a vivere in una struttura assistenziale. Per resistere al disagio inizia da autodidatta a dare vita alle sue creazioni utilizzando ciò che trova. Centinaia di raffinate e precarie sculture in carta e altre materie di recupero, realizzate con una tecnica originale iniziarono a popolare la sua stanza.

Le sue opere sono state esposte solo dopo la sua morte: nel 2013 all’Orto Botanico di Palermo, nel 2016 nel Castello di Cles (Trento), nel 2017 a Parma, nel 2018 a Milano, nel 2021 presso la Fondazione Orestiadi (Gibellina); nel 2022 al Musée Visionnaire, Zurigo. Sono in mostra circa trenta sculture di carta dell’artista, da alcune di grande formato a quelle più piccole. La mostra è corredata dalle  immagini del fotografo svizzero Urs Bosshard realizzate durante l’ultima mostra del 2022, che ha visto la presenza delle opere di Anna Maria Tosini al Musée Visionnaire di Zurigo e dal video “Annamaria” con regia di Marco Gambino.

La mostra è corredata da un quaderno in italiano e inglese a cura di Eva Di Stefano dove la stessa scrive: ….dagli anni 2000 Annamaria Tosini, per far fronte alla condizione esistenziale di sofferenza ed esclusione nella struttura in cui è ricoverata, inizia a realizzare opere in cui riversa le proprie fantasie, i propri ricordi e le impressioni suscitate dall’ascolto della musica che accompagna le sue giornate. Accartocciando, assemblando, incollando i poveri materiali che riesce a recuperare e riciclare: veline colorate, carta da sarto, carta da pacchi, carta stagnola, tovaglioli e fazzoletti, cartoni vari, pezzi di spago, nastri, fili di lana, frammenti di tessuto, vecchie mutande o vecchi foulard, sacchetti di plastica, piume di uccello, bucce essiccate, foglie etc. Con l’aggiunta di qualche tocco di colore a tempera, l’abilità delle sue mani, uno stile inconfondibile, l’artista plasma e trasforma quelle povere cose in creazioni fragili e preziose, delicate come porcellana, vulnerabili come la sua anima in pena. Nella precarietà dei materiali si riflette la precarietà dell’esistenza, ma anche la capacità trasformativa di uno spirito indomito, appassionato e libero nonostante le circostanze”  (Eva Di Stefano)

In uno stralcio della presentazione del catalogo della mostra, il bellissimo e delicato ritratto del figlio Marco Gambino, attore di valore e affermato: “Fragile, leggera, sottile. La carta velina piegata dal gesto convulso di mani nervose. Crea fiori, facce, corpi, visi, occhi, bocche. Vita. Vita che scorre. Annamaria si racconta così. Con la carta riassume ricordi di ebbrezze, passioni, turbamenti. Improvvisamente. Da un giorno all’altro china su un tavolo ingombro di colori, pennelli, nastri, ma anche bottiglie vuote , scatole, vassoi di cartone ritesse la sua storia. Una storia fatta di scoppi di luce, di ombre che passano e lasciano il segno. La sua piccola camera diventa un teatro in cui personaggi diversi si alternano a recitare il suo copione. Madri madonne, figli bambini, angeli musicanti, ballerine, giocolieri, funamboli è ancora giardini di rose, cappelli impossibili. La sua vita in una stanza. Come La Rosa di Gerico la pianta che ritorna alla vita quando trova l’acqua, continua a cantare con le sue opere una storia senza tempo”.

Museo Riso

Vernissage 5 ottobre ore 17,30; visitabile dal 6 ottobre al 15 novembre 2023

Orario d’ingresso
da lunedì a venerdì: 9:00 – 13:00

www.museoartecontemporanea.it   

Con il titolo e nell’articolo: una delle opere di Annamaria Tosini. Nella fotogallery, immagini dall’inaugurazione del 5 ottobre a Palazzo Riso

 

Gaetano Perricone

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