di Antonella De Francesco

Antonella De Francesco

Un’ora e cinquanta minuti senza tregua, con lo sguardo fisso allo schermo, rapiti dalle immagini più che dai dialoghi, è questo quello che vi aspetta se andrete a vedere l’ultimo film di Sam Mendes: 1917.

L’autore lo ricorderete sicuramente per molte altre talentuose prove cinematografiche, come American Beauty, Skyfall, Era mio padre, 8 film in vent’anni, non tantissimi. Il miracolo lo compie stavolta insieme al direttore della fotografia, Roger Deakins, realizzando un unico piano sequenza ( apparentemente senza tagli) in cui non puoi mai distrarti perché tu spettatore sei lì dentro la scena, come in un videogioco di ultima generazione. La camera da presa segue i due protagonisti sempre in corsa contro il tempo, spostandosi li dove la scena lo richiede, mentre fuori campo sta succedendo qualcosa che sorprenderà lo spettatore tanto quanto i protagonisti, perché in guerra e così: tutto accade all’improvviso e conta solo il qui e ora.

Ambientato nelle Fiandre durante la prima guerra mondiale, secondo la ricostruzione tratta dal racconto di una storia vera tramandatagli dal nonno, il regista rende omaggio agli eroi di guerra che forse non sono mai stati celebrati abbastanza e che hanno salvato le sorti di migliaia di uomini.

locandina 1917

La folle strategia della guerra in trincea si mostra nel film in maniera spettacolare, tra labirinti affollati di giovani soldati (uomini) e topi, nel tentativo di sopravvivere agli attacchi nemici. Correrete insieme ai protagonisti attraverso campi di morte e di distruzione, resterete senza parole, sussulterete al minimo rumore, vi troverete senza fiato e al tempo stesso desiderosi di farcela e il tempo del film vi sembrerà l’effettivo tempo della storia.

È un film cinematograficamente molto ben riuscito, premiatissimo ai Bafta ( British Accademy Awards) che può essere accostato ad altri grandi capolavori di film bellici come Orizzonti di gloria di Kubrick (al quale rende omaggio nella parte iniziale con la cinepresa che precede i protagonisti ) e anche Dunkirk di Nolan (altro film bellissimo ) in cui le riprese fanno la differenza. Trarrete dalle immagini il senso dell’inutilità di qualunque guerra in qualsiasi epoca, del sacrificio richiesto a tanti giovani innocenti, di come la storia di fatto rechi in se tutte le risposte del futuro, preconizzando le disfatte, se solo gli stati ne avessero più memoria.

Da vedere! 

Antonella De Francesco

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