Un bel ricordo: con Giovanni Tomarchio e il popolare giornalista Rai Carlo Paris al Parco dell'Etna
Un bel ricordo: con Giovanni Tomarchio e il popolare giornalista Rai Carlo Paris al Parco dell’Etna

di Gaetano Perricone

“Seguo con particolare attenzione e interesse l’attività dell’Etna. Ed è proprio in quest’ambito che l’esigenza professionale, ma ancor prima quella personale, di esserci, di osservare e documentare da vicino i fatti, diventa per me soprattutto un grande e irrinunciabile privilegio”.

copertina eruzione perfetta

C’è tutto lui in questa breve, ma intensa e bellissima frase, che ho estrapolato da un suo curriculum vitae: la sua altissima professionalità, il suo infinito amore per la Muntagna, la sua sobrietà. Poche e chiare parole, così è stato sempre ed è anche oggi. Parlo – in tanti forse lo avrete già capito – di Giovanni Tomarchio, il grandissimo giornalista della Rai in pensione da un po’ di tempo che per qualche decennio ha raccontato al mondo l’Etna con le sue immagini straordinarie e uniche.  Meravigliosi ed emozionanti i suoi documentari: “Trasparenza”, che racconta gli episodi eruttivi, e non solo, che hanno caratterizzato la lunga e importante eruzione del 1991-93; “La corda spezzata”, che documenta l’evento eruttivo del 2002, ma anche le contraddizioni del nostro approccio con il vulcano; “L’eruzione perfetta”, realizzato con e per l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, che analizza con taglio scientifico gli eventi che hanno caratterizzato l’attività del vulcano nell’ultimo periodo con particolare riferimento all’eruzione del 2002, considerata appunto dagli esperti, per le sue peculiarità scientifiche, un’eruzione perfetta. Insomma, Giovanni Tomarchio è stato un vero e proprio ambasciatore nel mondo del più alto vulcano attivo del Continente.

3 TOMARCHIO

Per celebrare al meglio il secondo, per me fantastico compleanno del mio blog www.ilvulcanico.it, nato il 26 ottobre del 2016 e che nei suoi due anni di vita ha soprattutto cercato di raccontare la meravigliosa Muntagna Patrimonio Mondiale dell’Umanità in tutte le sue sfaccettature, ho deciso  di scrivere ancora di lui (l’avevo già fatto oltre un anno fa http://ilvulcanico.it/giovanni-e-letna-la-coppia-perfetta/) , del mitico Giovanni, ancora stimato e benvoluto da tanti etnei per il meraviglioso lavoro che ha fatto a servizio del vulcano e delle sue genti.

L’ho fatto non soltanto perché è un amico speciale; non solo perché lui è un vulcanico per eccellenza, un personaggio il cui nome e la cui storia sono intimamente legate all’Etna, ma anche e soprattutto perché credo che il suo approccio professionale alla Muntagna, il suo modo asciutto e allo stesso tempo pieno di passione e direi di arte di mostrarla e raccontarla all’intero Pianeta, siano state e restino un simbolo assoluto della corretta informazione sulla natura e sui suoi eventi più importanti. E oggi che si parla tanto di pericolose e inaccettabili fake news o esagerati protagonismi anche nel campo della divulgazione scientifica, ricordare chi è stato (ed è e sarà ancora) per l’Etna Giovanni Tomarchio, significa rendere omaggio non soltanto alla sua figura, ma anche al modo migliore di fare informazione anche nel settore in cui Giovanni ha operato, che è lo stesso dei miei ultimi vent’anni di lavoro.

Il saluto di Giovanni Tomarchio ai colleghi della redazione TGR di Catania prima della pensione
Il saluto di Giovanni Tomarchio ai colleghi della redazione TGR di Catania prima della pensione

Avendo deciso di festeggiare il compleanno del Vulcanico anche con un suo ritratto, ho provato – sapendo bene che non ci sarei riuscito – a chiedergli una intervista o comunque una riflessione. Mi ha detto no, con affettuosa fermezza e in piena coerenza con la più che legittima scelta del riserbo assoluto dopo l’uscita da quasi due anni dal mondo del lavoro, nonostante tante richieste di amici e colleghi. “Tra fare un torto a me stesso e a te, preferisco la seconda cosa“, mi ha detto con schiettezza e non posso volergliene. Anzi lo apprezzo ancora di più.

E allora ho trovato nel mio archivio un suo bel curriculum e ho tirato fuori quella bella frase (Giovanni mi perdonerà, non ne ho potuto fare a meno … ), credo assolutamente emblematica nella sua semplicità. Riporterò anche, per farlo conoscere meglio a chi non ha questa fortuna, il brano pieno di stima che ho dedicato a Giovanni Tomarchio all’interno del mio libro “La mia Etna. Dialogo con la Muntagna” (Gaetano Perricone, Giuseppe Maimone Editore, novembre 2004, pag. 44-45). Io parlo con Idda e le dico:

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“…. Vi conoscete a fondo e vi amate moltissimo a vicenda. Lui, grande professionista della telecamera, ti fa ammirare in tutto il mondo facendo circolare immagini di una bellezza sconvolgente; tu gli regali stimoli, sfaccettature, sfumature, sorprese sempre nuove. Tutti sanno e vedono dell’Etna principalmente grazie a Giovanni: è forse il tuo migliore ambasciatore, le sue splendide inquadrature, permeate di sapienza tecnica e di passione viscerale, fanno il giro del pianeta, veicolate da grandi e piccoli network televisivi, che attraverso le sue riprese ti raccontano nei tuoi momenti più esaltanti e in quelli più inquietanti, ma sempre affascinanti. Tu sai che, davanti all’obiettivo di Giovanni, devi essere sempre bella e diversa, devi interessare e stupire, devi dare spettacolo e devi farti temere; gli dispensi sempre novità, sapendo perfettamente che lui saprà coglierle con entusiasmo e tempismo, con la voglia di stari sempre accanto. Tu sai che, davanti alla sua magica telecamera, devi darti sempre da fare per sorprendere; lui sa che deve essere sempre pronto a mostrare aspetti nuovi della tua bellezza.

Che gran bella coppia, che siete: difficile immaginarti senza Giovanni, difficilissimo per Giovanni stare lontano da te e non seguire ogni tua mossa. Si dice sempre, tra noi del mestiere: l’Etna aspetta Giovanni, prima di cominciare l’eruzione. Qualche volta non è stato così e per Giovanni, come forse anche per te, il rammarico è stato grande, quasi fosse il tradimento di un innamorato”.

Grazie, carissimo vulcanico Giovanni Tomarchio. Non dimentico e non dimentichiamo il tuo lavoro, la tua signorilità, la tua professionalità, che resta un modello da imitare per tanti ragazzi che come te amano l’Etna.

 

 

Gaetano Perricone

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