di Sara La Rosa

Per noi bambini era il “giorno dei morti”, ricorrenza in rosso sul calendario che ci permetteva qualche giorno di riposo a casa, lontani dalle incombenze scolastiche. Giornata dedicata alle visite al Camposanto ed alla tradizione, tutta siciliana, di ricevere in dono dolci, ma anche giocattoli per passare una giornata in serenità.

Già, perché in Sicilia, dalla frutta martorana alle cosiddette “ossa di morto”, dai bianchi e neri  “tetù” occidentali o “totò” orientali dai “pupi di zucchero” (i “pupaccena” a Palermo) alle tipicamente catanesi “rame di Napoli”, la tradizione è sacra. Ogni festa ha i suoi dolci dedicati e il mese di novembre ci ha sempre riservato queste delizie.

Era un tripudio di colori, ma anche tanta allegria: molti ricorderanno il giorno dei morti, dedicato alla ricerca del regalo nascosto, che il … defunto di casa ci aveva fatto trovare sotto il letto o dietro il divano o sopra l’altissimo armadio nella notte tra l’uno e il due novembre. Cesti di vimini che si riempivano di marzapane, di giocattoli, dei soldini per comprare un regalo.

Era ancora più bello del Natale, perché lo anticipava di gran lunga rispetto al calendario e ci metteva in bocca il sapore dello zucchero, che addolcisce l’amaro della perdita di un congiunto. Un modo di stare insieme e di placare la lontananza, il dolore che prende chi è separato dai propri cari, regalandoti un boccone di dolcezza.

Non è un caso se, sempre in Sicilia, nel recarsi in visita a seguito di un lutto, si usa ancora oggi omaggiare i familiari con il c.d. “cunsolo”, ovvero cibo per consolare la triste perdita o addirittura, come in passato, zucchero e caffè.

Poi vennero i tempi del “dolcetto o scherzetto”, quasi fosse riduttivo continuare con le nostre belle tradizioni. Io continuo ancora oggi a preparare per i miei familiari i cesti con frutta martorana e regali, perché sono sicura che i miei cari, se fossero ancora qui, farebbero la stessa cosa. Credo che questo pensare alla tradizione ci debba inorgoglire, anziché farci necessariamente imitare usi e comportamenti che non ci appartengono e che ci portano tra zucche, fantasmi e vampiri di dubbio gusto, con immancabili ed annuali polemiche sull’argomento. Ma naturalmente la mia è un’opinione come altre …

Sara La Rosa
Sara La Rosa

Anche Facebook oggi si è adeguato, proponendoci – al posto delle tradizionali faccine per commentare i post – una adeguata galleria di streghette, l’immancabile zucca ed un Frankenstein verde. Come l’incredibile Hulk …

E adesso scusate, io vi lascio. Ho da fare, devo continuare a rispettare le tradizioni della mia famiglia. Vado a comprare i regali per i piccoli di casa e a divertirmi a trovare nascondigli nuovi.

E mentre lo faccio, vedo sorridere anche i miei “morti” …

Frutti di martorana
Frutti di martorana
Peppa Pig ... di zucchero
Peppa Pig … di zucchero
Rame di Napoli
Rame di Napoli