di Giancarlo Santi

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Nel marzo 1669 l’Etna distrusse il casale di Mompilieri e la sua chiesa maggiore con le splendide statue che vi si custodivano: due di esse, attribuite ad Antonello Gagini, formavano il gruppo scultoreo dell’Annunciazione; la terza raffigurava la Madonna delle Grazie con il piccolo Gesù in braccio.

Nella concitazione di quelle terribili ore, gli abitanti del casale riuscirono a salvare soltanto poche masserizie e nessuno seppe quale sorte avessero subito le tre statue. Dopo anni d’inutili ricerche, nel 1704 i cosiddetti “cavatori”, profughi mompilerini stanziatisi a Massannunziata, riuscirono a penetrare nella cavità formatasi tra i ruderi della chiesa e vi trovarono il simulacro della Madonna delle Grazie attorniato dalla lava ma integro sul suo altare. Delle altre due statue non fu trovata traccia. Erano restate all’interno della chiesa? Oppure, nel tentativo di salvarle, erano state condotte all’esterno?

Il santuario Madonna della Sciara di Mompilieri. Sulla sinistra l'arco che immette nella scalinata che discende nella grotta dove fu trovata nel 1704 la statua della Madonna delle Grazie
Il santuario Madonna della Sciara di Mompilieri. Sulla sinistra l’arco che immette nella scalinata che discende nella grotta dove fu trovata nel 1704 la statua della Madonna delle Grazie

I cavatori riuscirono nell’impresa scavando nella lava, a 9 metri di profondità, un tortuoso tunnel che, aggirando i ruderi della chiesa, li portò nella grotta oggi detta “del Ritrovamento”. Non si trattò dunque soltanto di uno scavo effettuato sulla verticale della statua, come si è sempre erroneamente raccontato.

Scrissero i cronisti dell’epoca che una veggente, ispirata dalla santa Vergine, aveva indicato il preciso punto in cui scavare per trovare il simulacro che fu poi collocato in una chiesa soprastante la cavità intitolata alla Madonna della Sciara. Inutili tentativi furono in seguito effettuati per trovare le due statue dell’Annunciazione. Tra sogni, dicerie, speranze, delusioni, nacque così il mito del tesoro spirituale sepolto nella sciara di Mompilieri

Nel gennaio del 1955 infine, un operaio che scavava in una cava di ghiara antistante il santuario trovò casualmente la meravigliosa testa della statua dell’Annunziata. Due giorni dopo furono trovati la testa dell’Angelo e altri frammenti del gruppo scultoreo che oggi, dopo il restauro, sono visibili all’interno del santuario.

È questa in breve la vicenda di Mompilieri che da secoli affascina i devoti etnei e li spinge a pregare nell’odierno santuario della Madonna della Sciara.

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Grotta del Ritrovamento del santuario di Mompilieri. L’altare dove nel 1704 fu trovata la statua della Madonna delle Grazie attorniata dalla lava del 1669. La statua fotografata è una copia dell’originale che si trova sull’altare maggiore del soprastante santuario

Nonostante i libri scritti con intenti religiosi, molto della “vicenda Mompilieri” restava tuttavia distorto dalle numerose varianti della leggenda su essa fiorita. Per mezzo di un libro basato su fatti concreti occorreva quindi ristabilire la verità storica per chiarire le tante erronee credenze locali; soprattutto quelle sul ritrovamento della statua della Madonna.

Com’erano il territorio dell’antica Mompilieri e la chiesa dell’Annunziata prima dell’eruzione del 1669? Cosa avvenne nei terribili momenti della distruzione? Come fu scoperta in realtà la statua della Madonna delle Grazie? Come avvenne il suo recupero? Come e da chi nel 1955 furono trovati i frammenti delle due statue dell’Annunciazione? Per quali tortuose vie giunsero questi reperti nelle mani del Rettore del santuario?

La Vergine nella lava copertina

Attraverso lo studio d’inediti documenti, i racconti dei devoti, l’esplorazione speleologica e il contributo di alcuni studiosi, con il libro La Vergine nella lava si è cercato di rispondere a questi e ad altri quesiti irrisolti da secoli. Si è così arricchita la “vicenda Mompilieri” d’inattese notizie riuscendo a far emergere verità fino a oggi trascurate. Ne è emerso un nuovo e, forse, definitivo assetto della storia più recente del santuario che il passare del tempo e l’oblio stavano già per confondere.

Soprattutto con l’esplorazione speleologica dei sotterranei del santuario, è stato possibile ricostruire come avvenne la scoperta del 1704. Le fuorvianti cronache settecentesche hanno infatti portato a lungo la ricerca fuori via costringendo a una radicale revisione di quanto si tramandava.

Durante l’esplorazione dei ruderi dell'antica chiesa uno speleologo avanza strisciando nel cunicolo scavato nel 1704 dai cavatori. Le dimensioni medie della galleria sono di cm 80x 80
Durante l’esplorazione dei ruderi dell’antica chiesa uno speleologo avanza strisciando nel cunicolo scavato nel 1704 dai cavatori. Le dimensioni medie della galleria sono di cm 80x 80

Tutto è partito dalla scoperta e dall’esplorazione di un cunicolo lungo un’ottantina di metri che, snodandosi dalla parete meridionale della Grotta del Ritrovamento, aggira da sud a 9 metri di profondità i ruderi dell’antica chiesa per poi dirigersi verso est dove s’innalzava la facciata dell’antica chiesa. Un crollo nel cunicolo ha però impedito di raggiungere il portale della chiesa in stile gotico di cui parlano i cronisti situato una diecina di metri oltre l’ostruzione. L’esplorazione è stata quindi effettuata dall’interno dei ruderi verso l’esterno, ovvero in senso contrario al percorso seguito nel 1704 dai cavatori che trovarono la statua.

Il passo successivo, trovare nell’area dell’odierno santuario il punto indicato dalla Veggente” da cui i “cavatori” diedero inizio allo scavo, si rivelò, per l’inesattezza delle cronache la principale difficoltà dell’esplorazione. Nell’assenza di documenti, s’intuì che le condizioni riferite dai cronisti del ‘700 potevano realizzarsi soltanto in fondo a una piccola grotta, detta “Sottosagrato“, che s’inoltra per una diecina di metri nel terrapieno su cui s’innalza l’odierna chiesa. A conferma dell’intuizione, scoprimmo che la grotta fu a suo tempo attrezzata in più punti per favorire il passaggio dei pellegrini; nella sua parte terminale s’innalza infatti il recinto che delimitava il pozzo scavato dai cavatori sulla verticale del portale dell’antica chiesa. Lo stato del luogo conferma quindi l’intuizione.

Anche in questo caso non fu possibile procedere oltre tale recinto. Il pozzo infatti è oggi colmo di terra da riporto. Come risulta da alcune pubblicazioni del secolo scorso, il pozzo fu forse interrato nell’Ottocento quando, per facilitare le visite dei pellegrini, si chiuse il disagevole cunicolo settecentesco e si scavò sulla verticale della Grotta del Ritrovamento una rustica scala di collegamento col piazzale del santuario. Tale scavo fu trasformato poi, nei primi anni ’50 del Novecento, nella comoda scala attualmente utilizzata.

Altare Maggiore del santuario della Madonna della Sciara. La statua della Madonna delle Grazie ritrovata dai "cavatori" nell'agosto del 1704. I due tronconi in cui è divisa la statua, in origine uniti da viti, furono separatamente trasportati all'esterno lungo la galleria scavata attorno ai ruderi della chiesa distrutta dalla lava del 1669
Altare Maggiore del santuario della Madonna della Sciara. La statua della Madonna delle Grazie ritrovata dai “cavatori” nell’agosto del 1704. I due tronconi in cui è divisa la statua, in origine uniti da viti, furono separatamente trasportati all’esterno lungo la galleria scavata attorno ai ruderi della chiesa distrutta dalla lava del 1669

Anche se per i suddetti ostacoli l’esplorazione speleologica è rimasta incompleta, ciò che è stato finora scoperto è sufficiente a ricostruire l’esatta modalità della scoperta della statua. Ovviamente la ripresa dell’esplorazione consentirebbe di ampliare le conoscenze al riguardo. Si potrebbero trovare altri ambienti ipogei sconosciuti e, chissà, con’è avvenuto a Misterbianco con la chiesa di Campanarazzu, i ruderi di Mompilieri potrebbero un giorno divenire una nuova emergenza culturale di grande valore.

Il restauratore, Davide Rigaglia, pulisce con il laser un frammento della statua della Vergine Annunziata. Mentre la chiesa di Mmpilieri stava per essere distrutta dalla lava, le due statue del gruppo scultoreo dell'Annunciazione, attribuite ad Antonello Gagini, furono trasportate all'esterno ma subito abbandonate per l'incalzare della colata da cui furono coperte pochi istanti dopo. Le teste delle due statue e una settantina di frammenti di varia dimensione furono trovati per caso nel 1955 in una cava di ghiara limitrofa all'odierna chiesa
Il restauratore, Davide Rigaglia, pulisce con il laser un frammento della statua della Vergine Annunziata. Mentre la chiesa di Mompilieri stava per essere distrutta dalla lava, le due statue del gruppo scultoreo dell’Annunciazione, attribuite ad Antonello Gagini, furono trasportate all’esterno ma subito abbandonate per l’incalzare della colata da cui furono coperte pochi istanti dopo. Le teste delle due statue e una settantina di frammenti di varia dimensione furono trovati per caso nel 1955 in una cava di ghiara limitrofa all’odierna chiesa

Il libro è stato pubblicato nel febbraio del 2016.

Autore: Giancarlo Santi.

Titolo: La Vergine nella lava. L’antica chiesa di Mompilieri e le sue statue nei manoscritti dell’Archivio Storico Diocesano di Catania.

E mail dell’autore: elidrisi@alice.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gaetano Perricone

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