di Antonella De Francesco

Antonella De Francesco

In una realtà complessa come quella di Gerusalemme nulla può essere tenuto nascosto, neanche una relazione clandestina, laddove coinvolge una israeliana (che gestisce un bar ed è moglie di un colonnello dell’esercito) e un palestinese, un fattorino che vive con la moglie incinta, schiacciato dalla ingerenza della famiglia della moglie.

Questa è in sintesi la trama, ispirata ad una storia vera, di Sarah & Saleem – Là Dove nulla è possibile, l’ultimo splendido film di Muayad Alayan, esponente di pregio tra i registi israeliani di ultima generazione, che ha al suo attivo parecchi riconoscimenti. Tutto il resto non ve lo posso raccontare, perché dovrete essere spettatori di quello che succede e che va ben oltre ciò che un qualsiasi adulterio può “presumibilmente ” provocare.

Non si tratta solo degli effetti sui soggetti coinvolti, tutti perdenti in un modo o nell’altro anche se in misura diversa, perché il regista è abilissimo a utilizzare “l’affaire” dei protagonisti come pretesto per denunciare le costrizioni, i limiti, le divisioni e i conflitti sociali della città in cui vivono.  Il ritmo è serrato e incalzante con riprese spasmodiche, spesso girate al buio nei vicoli di una città “Santa” che non è mai in pace, in cui i quartieri accolgono etnie diverse e lontanissime.

SCENA SARAH e SALEM

Un film che abbraccia tutti i generi filmici, dalla love story, al thriller, alla indagine sociopolitica, passando dall’uno all’altro senza mai essere scontato o banale. Un film dalla parte delle donne, che ne mostra tutto il coraggio, la forza, la capacità di andare sempre oltre ciò che sembra, l’umiltà di chiedere perdono, la solidarietà di genere nelle circostanze in cui sono richiesti intelligenza e sforzo comune. Negli uomini tutto resta istintivo e primordiale, orgoglio e pregiudizi, nelle donne invece tutto è complesso e sfaccettato, può essere mediato o estremizzato, subito o provocato, ma in un modo o nell’altro, si risolve. Come a dire che le donne la vita se la complicano ma alla fine la risolvono con coraggio e determinazione.

Un plauso va anche rivolto al pianista jazz, Faray Suleiman, autore di un brano del film, Mood, che vi consiglio vivamente di ascoltare.  Da vedere

Antonella De Francesco

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