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Fonte: Associazione Culturale Dendron (Valverde)

Parola di vulcano!.  EtnaLiveExhibition Opening 27 maggio 2018

Parola di vulcano! nasce per mettere in relazione due grandi campi d’indagine, quello scientifico e quello artistico, che si dipartono dalla stessa “presenza”, ovvero l’entità territoriale siciliana più pregnante e che connota la Sicilia nel mondo: l’Etna. Parola di vulcano! vuol provare ad ascoltare uno dei vulcani più belli e indagati al mondo attraverso professionisti dei due principali settori umani che lo studiano: il settore di provenienza scientifico ed il settore di provenienza artistico.

La sfida è saper ascoltare l’Etna su ciò che essa ci dirà tramite ricercatori scientifici ed artistici che hanno colto “parole” Sue e le hanno poste in relazione tra di essi ed all’interno della giornata della Live Exhibition del 27.05.2018. Come un ricercatore scientifico dall’espressione della Natura traduce “comunicazione” per far comprendere le proprie parole, così un’artista può tradurre l’espressione della Natura in una ulteriore “espressione” che ne amplifichi o ne approfondisca tratti, spunti e verità.

L’obiettivo è incanalare in una visione poliedrica e commista i due principali rami d’indagine che si dipartono dal nostro vulcano: ramo di “provenienza scientifica” e ramo di “provenienza artistica” appunto. Le due compagini (separate nella ovvia realtà di tutti i giorni) nel progetto di mostra e durante la Live Exhibition saranno per una volta integrate e poste in relazione, così come incroci di relazioni accadranno tra i professionisti ed i fruitori dei due differenti settori di provenienza. Un piccolo esperimento dall’importante valore umano, che promuove l’ampliamento dei limiti tra sensibilità e conoscenze diverse inerenti però il medesimo amore. Un “punto” tra linee differenti ma empatiche.

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Parola di vulcano è dunque una Live Exhibition sull’Etna, che si inaugurerà al Giardino DENDRON (Associazione Culturale “Dendron”, Via Pizzo Maugeri 26, Valverde) il 27 maggio in un allestimento artistico stabile e fruibile fin al giorno di chiusura della mostra il 10 giugno e in un ulteriore allestimento temporaneo e performativo, anche scientifico, che si svolgerà dalla mattina ore 11.30 alla sera ore 23.30  della domenica inaugurale.

L’evento si compone in due livelli narrativi, il primo livello è il luogo stesso o gli elementi che costituiscono l’identità di DENDRON, i “segni” che caratterizzano questo luogo (e in forma meno specifica ma più ampia connotano l’identità territoriale etnea), rappresentati da oggetti naturali, minerali, piante e architettura all’interno del Giardino. Su di essi è organizzato il secondo livello, costituito dagli interventi temporanei o stabili ad opera dei professionisti posti a dialogo della “scienza in relazione al vulcano” e “dell’arte in relazione al vulcano”.

Da sinistra: Sergio Mangiameli, Valerio Valino, Marco Neri e Mario Mattia, tra i protagonisti della giornata
Da sinistra: Sergio Mangiameli, Valerio Valino, Marco Neri e Mario Mattia, protagonisti della giornata

Scienziati ed artisti si alterneranno lungo tutta la giornata incrociando le loro esperienze ed il loro pubblico. I portatori di contenuto scientifico sono: Marco Neri, Primo Ricercatore presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo e curatore scientifico dell’evento; Sergio Mangiameli, geologo e scrittore; Salvatore Caffo, Vulcanologo e dirigente Unità Operativa “Ricerca Vulcanologica e fruizione” dell‘Ente Parco dell’Etna; Mario Mattia, Geofisico presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo; Massimo Estero, Esperto colturale botanico.  E con Monica Maimone, ideatrice,  responsabile e promotrice del progetto Storie Sotto il Vulcano per Giuseppe Maimone Editore; Gaetano Perricone, giornalista.

I portatori di contenuto artistico sono: Francesco Siracusa, gestore indipendente di “Spazio Espositivo” di Agrigento, e co-coordinatore artistico dell’evento e gli artisti in mostra: Ezio Cicciarella, Claudia Coniglione, Paolo Criscione, Giulia Ferrara, Aurelio Pappalardo, Zuzana Pernicova, Giuseppe Puglisi, Loriana Quisari, Luca Sclafani, Federico Severino, Piero Zuccaro.

Marcella Barone, docente Arti Visive, documentazione fotografica dell’evento & con Mario Traina, Food Advisor, Cook & educator.

Programma: ore 11.30 Presentazione progetto > Marco Neri | Valerio Valino. 12.00 Inaugurazione mostra > Francesco Siracusa | Valerio Valino. 13.00 Chef & Performer gastronomico, Pranzo > Cook Mario Traina. 15.30 Ritratti botanici > Massimo Estero. 16.00 Incontro con gli artisti > (tutti gli artisti partecipanti). 18.00 Ellittico Residence > Zuzana Pernicova | Ezio Cicciarella. 20.00 Storie sotto il vulcano, i ragazzi raccontano > Monica Maimone | Gaetano Perricone | Jasmine Basile. 20.30 Il tempo prima della fine del mondo > Sergio Mangiameli | Salvatore Caffo | Gaetano Perricone. 21.00 Chef & Performer gastronomico, Cena > Cook Mario Traina. 22.00 Questo tempo da fine del mondo > Mario Mattia

L’ingresso è gratuito, ed il servizio gastronomico è continuamente aperto.

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Valerio Valino

di Valerio Valino *

Il nostro territorio ci parla. Dal paesaggio consumato dalla nostra presenza o dai nostri passi, a quello che è il background dei nostri spostamenti, lo schermo delle nostre esperienze.

Vicino e lontano, terreno o panorama, gli elementi che compongono il nostro ambiente sono importanti parole per noi, destinatari spesso sordi.

I segni naturali del territorio sono i depositari di un processo di azioni che la Natura esprime nella materia e che potrebbero esistere anche senza la presenza umana. In contrasto, le azioni che l’Uomo compie sul paesaggio si depositano spesso senza un assetto evolutivo rispetto al naturale evolversi dell’ambiente che è di fatto in perenne trasformazione.

Non includere nell’azione umana, e ancor prima nel suo progetto, l’evoluzione del linguaggio della Natura, significa non soltanto andare contro essa ma anche contro noi stessi, contro “l’Uomo”, poiché l’Uomo non è “parte della Natura” ma è “Natura”.

Appunto i casi più rovinosi sono quelli di quando un segno umano aggredisce l’evoluzione del segno naturale, viceversa invece è perdonabile. Cioè ad esempio: l’Etna può distruggere una città, ma una città non può e non deve distruggere un territorio.

Nella più armonica delle ipotesi invece, può esistere una giusta coesistenza tra segno umano e naturale, un accordo lieve da parte dell’artificio integrato, che fa esprimere entrambi in discorsi sia singoli e separati, che dialoganti e corali. Ed alla più armonica delle ipotesi noi vogliamo educare.

*Associazione Dendron. Produttore di spazi e di cultura

 

 

Gaetano Perricone

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