di Giuseppe Riggio *

Torna il Festival Vulcani a Trecastagni. La manifestazione che, giunta alla quarta edizione, continua ad attingere al vastissimo giacimento di miti, prima, e di studi, dopo, che i crateri hanno saputo suscitare. Del resto, i vulcani rappresentano, quasi per definizione, il confine del mondo, la soglia oltre la quale si entra nel divino o nell’inferno.
Efesto, dio greco del fuoco e dei metalli, era ritenuto figlio di Zeus, ma le leggende lo descrivevano, innanzitutto, come portatore di una umanissima storia di disabilità. Oggi verrebbe raccontato come un sopravvissuto a un infanticidio, che seppe reagire e trovò la sua strada. Per il suo successore di epoca romana, Vulcano, si prescriveva prosaicamente che i luoghi di culto costruiti in suo onore venissero eretti fuori dalle aree abitate, visto che comunque si trattava di un culto incendiario.

Quest’anno sarà ospite del Festival uno dei più famosi organizzatori francesi di viaggi avventura, Guy de Saint Cyr, che da una vita porta i suoi clienti ad osservare i vulcani in eruzione. Turisti che mettono a rischio la propria incolumità per raggiungere il limite, il punto esatto in cui è possibile osservare la Terra di dentro e quella di fuori. Perché lo fanno? Forse perché in quei luoghi il mito sembra tutto sommato reale e credibile.
D’altra parte, bisogna prendere atto che non sempre quelli che abitano alle pendici delle “montagne viventi” hanno pienamente contezza dell’eccezionalità dei luoghi che si trovano quotidianamente a frequentare. Ecco perché, ormai da quattro anni, abbiamo avviato, con la Fondazione Trecastagni Patrimonio dell’Etna, presieduta da Giovanni Barbagallo, il progetto Festival Vulcani. Un anno dopo l’altro realizziamo l’unico evento in Italia completamente dedicato ai molteplici aspetti delle terre vulcaniche.

Dal 26 al 28 giugno nel centro storico di Trecastagni, vero “salotto dell’Etna”, si svolgeranno numerosi eventi dedicati all’esplorazione di un “pianeta” che ha caratteri particolari e distintivi. Quest’anno, oltre a Guy de Saint Cyr, protagonista di viaggi al limite del possibile, ci saranno esperti internazionali di vulcanologia. Dalla direttrice dell’Osservatorio Vesuviano INGV, Lucia Pappalardo, sino a Sara Barsotti, responsabile del servizio islandese di sorveglianza sulle attività vulcaniche. Confermerà la sua presenza anche Stefano Branca, direttore del dipartimento vulcani INGV, che aprirà la manifestazione con una conferenza sullo scienziato-fotografo Gaetano Ponte, insieme a Daniele Musumeci, ricercatore UNICT. Per la prima volta sarà ospite della manifestazione Franco Foresta Martin, per oltre trent’anni giornalista scientifico al Corriere della Sera, per raccontare la “sua” Ustica.

In questa quarta edizione saranno a fianco della Fondazione organizzatrice l’Associazione Italiana di Vulcanologia, il Comune di Trecastagni, la Regione Siciliana (Assessorati Turismo e Territorio e Ambiente), l’Assemblea Regionale Siciliana, oltre alle Associazioni Federescursionismo ed Etnaviva e alla Funivia dell’Etna. A conferma della originalità di una formula che garantisce autorevolezza scientifica, ma anche spettacolo e divulgazione appassionante, supportata da video e immagini. Tutto questo con l’ambizione di costruire anche un percorso identitario, destinato a chi vive sull’Etna. L’obiettivo è quello di fornire, innanzitutto agli abitanti delle terre vulcaniche, conoscenze e testimonianze che possano renderli consapevoli e orgogliosi di abitare parti di questo pianeta che hanno caratteristiche veramente stra-ordinarie. Con il Festival intendiamo, in definitiva, offrire delle buone ragioni a quanti vogliono innamorarsi dell’Etna, e delle terre nere in generale, ed aiutare, nel frattempo, tutti coloro i quali si interrogano per scoprire le ragioni della loro incontenibile passione per l’Etna.
*Direttore Festival Vulcani
Con il titolo: Etna, 23 giugno 2026, foto di Gaetano Perricone



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